domenica 23 marzo 2025

Abraham Janssens: Pace e Abbondanza legano le frecce della guerra

Durante gran parte del Cinquecento e del Seicento, i Paesi Bassi settentrionali, noti come Province Unite, si opposero al dominio degli Asburgo nella loro lotta per l'indipendenza, una contesa in cui i Paesi Bassi spagnoli funsero spesso da campo di battaglia.
Janssens, che un tempo competeva con il suo illustre contemporaneo Pieter Paul Rubens in termini di fama e successo, cercando di ottenere le commissioni più ambite nella prospera città di Anversa, cadde nell'oblio nei primi anni dell’Ottocento ed è stato una figura ingiustamente trascurata.
Janssens fu notevolmente oscurato dal suo contemporaneo fiammingo Rubens, il quale avrebbe dovuto completare come pendant il dipinto ‘Pace e Abbondanza legano le frecce della guerra’ con la sua opera ‘Incoronazione del Vincitore’.
I due dipinti furono realizzati nel corso della ‘Tregua dei dodici anni’ (1609-21) tra i Paesi Bassi spagnoli e le Province Unite, un accordo che portò alla temporanea revoca di un blocco imposto dagli olandesi sul fiume Schelda, principale via commerciale di Anversa e fondamentale per la sua prosperità economica.
L’opera di Rubens, come i suoi primi dipinti, può essere definita "quasi una teoria politica": insieme, le due opere simboleggiavano per un selezionato gruppo di borghesi di Anversa la piazzaforte militare che garantiva la pace con tutti i suoi vantaggi.
L'allegoria di Janssens, un olio su tavola di dimensioni 157,5 x 264 cm, celebra le benedizioni e i benefici della pace annunciati da questa tregua e fu commissionata e finanziata dalla ‘Corporazione dei Balestrieri’ di Anversa per la ‘Sala dell'Assemblea’ della stessa Corporazione, la principale compagnia di milizia cittadina.
Questo edificio esiste ancora oggi, sebbene molto modificato, situato nella piazza centrale della città vecchia nota come ‘Grote Market’, nei pressi del magnifico Municipio tardo rinascimentale; in passato il dipinto era appeso sopra una mensola del camino nella 'Sala delle Assemblee'.
La tavola fu realizzata nel 1614, coincidente con l'anno in cui era originariamente esposto il quadro ‘L'incoronazione del vincitore’ di Rubens, ora conservato presso la ‘Gemaldegalerie’ di Kassel.
Quest'opera di Rubens, come i suoi primi dipinti e al pari di quella di Janssens può essere definita "quasi una teoria politica": insieme, le due opere simboleggiavano per un selezionato gruppo di borghesi di Anversa la piazzaforte militare che garantiva la pace con tutti i suoi vantaggi.
Nel dipinto di Janssens la Concordia o Pace è personificata dalla figura femminile a sinistra. In conformità con i simboli descritti nell'‘Iconologia’ di Cesare Ripa del 1593 – un manuale essenziale sui soggetti e simboli per ogni aspirante pittore narrativo barocco – la Concordia è incoronata da un serto di ulivo, simbolo della Pace, e sostiene una cornucopia che rappresenta l'Abbondanza, conseguenza immediata della Pace. Nella mano destra stringe un fascio di frecce legate, a simboleggiare la Concordia.
Ai suoi piedi si trova la colomba della Pace. Inoltre, vi sono due figure femminili che incarnano la Carità e la Lealtà mentre legano le sue frecce.
La Lealtà, vestita di bianco e adornata con una corona di rose rosse e bianche, simboleggia sia la città di Anversa sia la ‘Corporazione dei Balestrieri’.
La Carità indossa abiti rossi e protegge un bambino addormentato il cui cuore ardente simboleggia l'Amore.
Seduta nell'ombra sullo sfondo a destra emerge la figura maligna dell'Invidia, una vecchia megera caratterizzata da serpenti tra i capelli a indicare che essa diffonde sempre veleno ed erode il proprio cuore. Con i suoi seni cascanti e un'espressione orribile, mette in evidenza l'orrore che ella prova e che è provocato dal trionfo della Pace, rappresentato dal putto alato che porta una corona.
Il dipinto era ancora ad Anversa nel 1769, come attestato in una guida della città redatta da Jean-Baptiste Deschamps: "Sopra il camino nella sala dei vecchi balestrieri si trova una bellissima opera che mostra un'ingegnosa allegoria della Concordia, ben dipinta e ben composta nel 1614 da Abraham Janssens". Documentato ancora ad Anversa nel 1789, potrebbe essere stato portato in Inghilterra per motivi di sicurezza durante le guerre napoleoniche o forse come bottino da parte di un ufficiale britannico. Attraverso diverse aste fu infine acquistato dalla ‘Art Gallery’ di Wolverhampton nel 1885 dove è attualmente conservato.
Il dipinto è stato restaurato grazie a una sovvenzione della ‘National Heritage Lottery’ nel 1998, rivelandone così i colori vivaci. Nonostante i nobili sentimenti espressi nell'opera di Janssens, la pace sarebbe durata solo altri sei anni.
La ‘Guerra dei Trent'anni’, che devastò l'intera Europa dal 1618 al 1648 e nella quale si inserì anche la ‘Guerra degli Ottant’anni’, fu infine risolta con il Trattato di Münster nel 1648, il quale sancì la definitiva divisione tra le due parti dei Paesi Bassi.
Oggi questo dipinto risulta particolarmente attuale rispetto al concetto di pace mentre sul mondo spirano venti bellicosi.
Nonostante i nobili sentimenti espressi nell'opera di Janssens, la pace sarebbe durata solo altri sei anni. La ‘Guerra dei Trent'anni’, che devastò l'intera Europa e nella quale si inserì anche la ‘Guerra degli Ottant’anni’, fu infine risolta con il Trattato di Münster nel 1648, il quale sancì la divisione tra le due parti dei Paesi Bassi.
Oggi questo dipinto risulta particolarmente attuale rispetto al concetto di pace mentre sul mondo spirano venti bellicosi.
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[1] ‘L'Incoronazione dell'eroe virtuoso’, conosciuta anche come ‘Il trionfo del vincitore’, è un'opera del primo barocco realizzata da Pieter Paul Rubens.
Questo dipinto, eseguito in colori ad olio su tela, fa parte della collezione permanente della ‘Gemäldegalerie Alte Meister’ di Kassel.
Al centro dell'opera si trova un generale romano, rappresentante dell'eroismo e della virtù, il quale ha placato le insurrezioni della discordia. Quest'ultima è simboleggiata da un uomo ucciso con capelli a forma di serpente disteso a terra e da un barbaro incatenato sulla destra.
Dietro al vincitore si erge il Genio dell'Unità, che tiene in mano un fascio di frecce legate, simbolo di pace. Tale figura funge sia da custode che da preservatore della religione, come evidenziato dalla presenza dell'altare e del fuoco eterno nelle immediate vicinanze del genio stesso.
L'eroe virtuoso riceve la corona d'alloro della vittoria dalle mani di Nike, la dea della vittoria, raffigurata a sinistra. Dietro l'altare si trova l'unico riferimento alla casa regnante degli Asburgo: una bandiera rosso-bianco-rosso. Con quest'opera la corporazione intendeva manifestare discretamente la propria fedeltà alla Casa d'Asburgo.
Questo dipinto, caratterizzato da colori vivaci e dai tratti stilistici tipici del primo barocco, fu realizzato tra il 1613 e il 1614.

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